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11/08/2026 Eventi In evidenza

Un giorno che Capranica Prenestina non dimenticherà: memoria, fede e musica, senza mai fermarsi

Memoria, fede e musica, senza mai fermarsi

C'è un'ora, poco prima dell'alba, in cui il paese è ancora silenzioso ma qualcuno è già in piedi. Ieri, domenica 16 agosto 2026, quell'ora è arrivata presto per i volontari di Capranica Prenestina — alcuni di loro non erano nemmeno andati a dormire, presi dagli ultimi allestimenti della sera prima. Eppure erano lì, pronti, con gli occhi stanchi ma il cuore acceso, perché sapevano che la giornata che li aspettava avrebbe segnato la storia del borgo.

Cento anni di memoria

Alle prime luci, le tradizionali bombe scure hanno annunciato a tutto il paese che era iniziato un giorno speciale: il centenario del Monumento ai Caduti. Un secolo esatto da quando quella pietra fu innalzata per custodire i nomi di chi non è più tornato, e ieri Capranica Prenestina si è stretta attorno a quella memoria con una cerimonia di rara solennità, patrocinata dal Ministero della Difesa.

Una giornata che intreccia due anime — la devozione al patrono e il dovere della memoria — e che resterà scritta nella storia del paese: a settembre Poste Italiane presenterà persino un francobollo dedicato a questo anniversario. Ma ieri, a Capranica, quella storia l'hanno vissuta le persone: i fedeli, gli anziani con lo sguardo commosso davanti al monumento, i bambini che forse per la prima volta hanno capito cosa significhi "ricordare".

L'Orchestraccia e la festa che non si ferma

Poi, come sempre accade in questo borgo, la commozione ha lasciato spazio alla festa. Sul palco è arrivata L'Orchestraccia, il collettivo romano di attori, cantautori e musicisti che da oltre un decennio riporta in vita gli stornelli e le tradizioni popolari della Città Eterna, mescolandole a un suono che corre dal folk al rock, dallo ska ai ritmi latini. Non un semplice concerto, ma uno spettacolo che è teatro, canto e memoria collettiva insieme — perfetto, in fondo, per chiudere una giornata che di memoria e identità ne aveva fatte già tante.

E quando l'ultima nota si è spenta, Capranica ha fatto quello che sa fare meglio: si è ritrovata. I fuochi d'artificio hanno illuminato il cielo sopra il paese, gli stornelli sono continuati a bocca libera tra chi non voleva ancora tornare a casa, e il vino — immancabile, come ogni volta che questo borgo festeggia — ha accompagnato le ultime chiacchiere fino all'alba.

E mentre il paese dormiva (poco)

Ma la storia più bella, forse, è un'altra: quella di chi, mentre gli ultimi fuochi si spegnevano, era già a Piazza Pietro Baccelli a montare le transenne, tracciare le linee del campo, sistemare le porte per lo Street Soccer 3vs3 di oggi. Nessuna pausa, nessun riposo vero: solo il tempo di scambiarsi un caffè (Vino) e ripartire.

È questo, forse, il vero centesimo compleanno che Capranica Prenestina festeggia ogni estate: quello di una comunità che non smette mai di rimboccarsi le maniche. Gli stessi volti che ieri mattina reggevano un gonfalone, la sera cantavano uno stornello, e questa notte hanno piantato un palo per la rete di una porta. Pro Loco, associazioni, famiglie, ragazzi, anziani: tutti dentro lo stesso ritmo, tutti a costruire — pezzo dopo pezzo, notte dopo notte — un'estate che a Capranica Prenestina non è mai stata solo un calendario di eventi, ma un modo di stare insieme.

«La vera festa non è mai un singolo giorno: è la somma di tutte le mani che, senza mai fermarsi, continuano a tenerla viva.»